RUOLO e ATTIVITA’ ISTITUZIONALI DELL’ORDINE

IL RUOLO DELL’ORDINE

L’Ordine dei Periti Industriali è un Ente Pubblico non Economico la cui finalità principale consiste, nell’ambito della rispettiva circoscrizione provinciale, nella tenuta dell’Albo Professionale e del Registro dei Praticanti,  nella cura degli interessi della collettività in generale, e, in particolare,  il controllo della conservazione del decoro e della dignità professionale dei propri iscritti.

La norma costitutiva della categoria dei Periti Industriali è il  Regio Decreto n. 275 del 11 febbraio 1929, ancora oggi norma di riferimento, più volte integrato in relazione alle mutevoli necessità della professione.

L’obbligatorietà dell’iscrizione negli Albi professionali, per determinate professioni, fra cui quella di Perito Industriale, viene sancita per la prima volta con la legge 897 del 25 aprile 1938. Da questo momento i Periti Industriali sono coloro che, hanno la facoltà di esercitare attività riservate per effetto dell’iscrizione all’Albo Professionale.

La modifica all’ordinamento professionale dei Periti Industriali avviene con la Legge n. 17 del 2 febbraio 1990. La Legge sancisce l’obbligatorietà del praticantato e del conseguente esame di Stato per abilitare alla libera professione  (art. 33, comma 5, della Costituzione Italiana).

I titoli di accesso. La Legge 89 del 2016 reca disposizioni in materia di ordinamento  professionale dei periti industriali, modificando la Legge 17 del 2 febbraio 1990, disponendo che dal 28 maggio 2021 hanno accesso all’esame di stato solo coloro che sono in possesso del titolo di laurea triennale.

L’OGGI

Partendo dalla definizione di “Perito Industriale”, derivante dal latino Peritus e industrius ossia colui che è esperto nella produzione di beni e materiali su larga scala, è facile capire come sia ampio il raggio di azione dei nostri tecnici.

Ricordiamo che i periti industriali sono sempre stati protagonisti del loro tempo;  nel secondo dopoguerra, quando si afferma il sistema italiano delle piccole medie industrie molti Periti decidono di “mettersi in proprio” diventando risorsa per il Paese, è a loro che si deve gran parte del miracolo economico degli anni ’50 e ’60 del secolo scorso.

Il Perito Industriale del nuovo millennio è colui che crea, che costruisce e trasforma l’ambiente, ma anche colui che controlla, progetta, collauda le costruzioni, gli impianti, i veicoli.

I Periti Industriali, siano essi lavoratori autonomi o dipendenti, ricoprono vaste aree di competenza a seconda della specializzazione intrapresa durante il percorso di studi: dall’elettrotecnica all’edilizia, dalla chimica alla meccanica, dall’informatica alla termotecnica, per citarne alcune.

In ragione dell’ultima riforma degli Istituti tecnici (c.d. Riforma Gelmini), vi è stata una notevole razionalizzazione delle specializzazioni, cosicché i precedenti 26 indirizzi sono stati ricondotti in 9 macroaree:

  1. Meccanica, meccatronica ed energia
  2. Trasporti e logistica
  3. Elettronica ed elettrotecnica
  4. Informatica e telecomunicazioni
  5. Grafica e comunicazione
  6. Chimica, materiali e biotecnologie
  7. Sistema moda
  8. Agraria, agroalimentare e agroindustria
  9. Costruzioni, ambiente e territorio

Per iscriversi all’Albo Professionale dei Periti Industriali, occorre:

  • Laurea Triennale (DPR 5 giugno 2001 n. 328) / Laurea Professionalizzante / Diploma di I.T.S. o I.F.T.S + Diploma di maturità tecnica industriale;
  • Iscriversi al Registro dei Praticanti, previo svolgimento del tirocinio di almeno sei mesi nell’ambito del corso di studi;
  • Superare l’Esame di Stato che fornisce l’abilitazione all’esercizio della professione.